Nel mondo degli investimenti, le mosse dei grandi gestori fanno sempre rumore. Questa volta a far discutere è Bill Ackman, fondatore e CEO di Pershing Square Capital Management, noto per la sua strategia basata su portafogli altamente concentrati e a forte convinzione.
Tramite i recenti documenti normativi, è emerso che il celebre miliardario ha completato la vendita della sua intera partecipazione residua in Alphabet (la capogruppo di Google), azzerando del tutto la posizione dopo aver già iniziato a ridurla nei mesi precedenti.
Una decisione che spiazza molti analisti, soprattutto considerando l’ottimo momento finanziario del colosso di Mountain View, ma che rientra in una precisa logica di rotazione del capitale.
La fine dell’era Alphabet per Pershing Square
La storia d’amore tra Pershing Square e Alphabet era iniziata nel primo trimestre del 2023, in un momento in cui i mercati temevano che l’arrivo di ChatGPT e l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa potessero scalfire il monopolio di Google nel settore delle ricerche online. In quel frangente, Ackman aveva intravisto un’opportunità di valore, accumulando milioni di azioni.
Nel corso degli ultimi 18 mesi, tuttavia, la situazione si è ribaltata: Alphabet ha cavalcato con successo il boom dell’IA (grazie anche al successo dell’app Gemini e alla forte crescita di Google Cloud) e le sue azioni sono praticamente raddoppiate. Nonostante conti economici eccellenti — con ricrescite record e utili in forte aumento — Ackman ha preferito monetizzare e salutare definitivamente il titolo.
Perché Ackman ha venduto?
In passato, commentando le prime vendite parziali, lo stesso Ackman aveva precisato che la mossa non rifletteva una visione ribassista di lungo periodo su Alphabet: “La nostra vendita non è una scommessa contro l’azienda, sulla quale siamo molto bullish. Ma ai prezzi attuali e a fronte di un capitale limitato, abbiamo usato Alphabet come fonte di liquidità”.
Inoltre, sul fronte dei fondamentali, i mercati hanno iniziato a interrogarsi sui massicci investimenti infrastrutturali nell’IA: Alphabet ha alzato notevolmente le proprie stime di spesa in conto capitale (capex), alimentando temporanei timori sulla generazione di cassa a breve termine.
Dove sono finiti i capitali? La nuova scommessa su Netflix
Con la liquidità ottenuta dalla vendita di Alphabet (e di altre posizioni strategiche), Pershing Square non è rimasta a guardare. Nello stesso periodo, il fondo ha deciso di puntare forte su un altro colosso tech in cerca di riscatto: Netflix.
Il fondo ha infatti costruito una posizione milionaria acquistando oltre 13 milioni di azioni del colosso dello streaming, approfittando di una correzione di mercato che aveva visto il titolo scendere sensibilmente rispetto ai suoi massimi storici.
Mentre Alphabet rappresentava ormai un vincitore acclamato e a prezzi vicini ai massimi legati all’hype sull’intelligenza artificiale, la mossa su Netflix riflette il classico approccio “contrarian” di Ackman: andare a caccia di aziende solide, leader nei rispettivi mercati, ma momentaneamente penalizzate dal pessimismo di breve termine degli investitori.
Cosa imparare da questa mossa?
Per i piccoli investitori e gli appassionati di finanza personale, la mossa di Bill Ackman offre diversi spunti di riflessione:
- Il “capital allocation” conta più del singolo titolo: Anche se un’azienda gode di un business eccellente e prospettive rosee (come Alphabet), un gestore deve continuamente valutare il costo-opportunità del proprio denaro. Se un asset ha corso molto e un altro offre un rapporto rischio/rendimento migliore, la rotazione è inevitabile.
- Prendere profitto non è un tabù: Vendere un titolo in guadagno non significa necessariamente aver perso fiducia nel suo futuro, ma può semplicemente voler dire monetizzare il successo per ribilanciare il portafoglio.
- Cercare valore dove c’è scetticismo: Spostare i fondi su titoli che hanno corretto dai massimi (come fatto con Netflix) dimostra ancora una volta l’importanza di comprare quando il mercato sconta scenari particolarmente severi.
E tu cosa ne pensi della mossa di Bill Ackman? Avresti tenuto strette le tue azioni Alphabet o avresti fatto una rotazione simile? Faccelo sapere nei commenti!


